Codici ATECO e coefficienti di redditività del forfettario
Nel regime forfettario il codice ATECO non serve solo a identificare l'attività: determina il coefficiente di redditività, cioè la percentuale del fatturato che diventa reddito imponibile su cui calcolare imposta sostitutiva e contributi. Capire come funziona è il primo passo per stimare correttamente quanto pagherai.
Cos'è il codice ATECO
Il codice ATECO (Attività economiche) è una classificazione alfanumerica che identifica in modo standardizzato il tipo di attività economica svolta. Viene attribuito al momento dell'apertura della partita IVA e accompagna l'impresa o il professionista in tutti i rapporti con l'Agenzia delle Entrate, la Camera di Commercio, l'INPS e l'INAIL.
La classificazione è gestita dall'ISTAT ed è strutturata in modo gerarchico: una lettera indica la sezione (per esempio "C - Attività manifatturiere"), seguita da coppie di cifre che individuano divisioni, gruppi, classi e categorie sempre più specifiche. Più cifre vengono indicate, più precisa è la descrizione dell'attività.
Per chi sceglie il regime agevolato, il codice ATECO ha un peso particolare: dalla sua individuazione dipende il coefficiente di redditività e, di conseguenza, l'importo delle imposte. Per questo motivo va selezionato con attenzione fin dall'apertura, come spieghiamo nella guida su come aprire la partita IVA in forfettario.
Come si trova il codice ATECO corretto
Per individuare il codice giusto occorre descrivere con precisione l'attività che si intende svolgere e cercare la categoria che la rappresenta meglio. Gli strumenti principali sono:
- il motore di ricerca della classificazione ATECO disponibile sul sito ISTAT;
- le tabelle ATECO pubblicate dall'Agenzia delle Entrate, utili per associare ogni codice al relativo coefficiente di redditività;
- la consulenza di un commercialista, soprattutto quando l'attività è ibrida o non rientra chiaramente in una sola categoria.
Se hai già una partita IVA, il codice è riportato sulla visura camerale, sul certificato di attribuzione della partita IVA e nel cassetto fiscale. In caso di cambio o ampliamento dell'attività è possibile comunicare la variazione con il modello AA9/12 per le persone fisiche.
Il coefficiente di redditività: come funziona
Il coefficiente di redditività è la percentuale dei ricavi o compensi che, nel regime forfettario, viene considerata reddito imponibile. È fissato dalla Legge 190/2014 (allegato 4) e dipende esclusivamente dal codice ATECO dell'attività.
La logica è semplice: invece di dedurre i costi reali, il legislatore presume forfettariamente una quota di costi. Se il coefficiente è del 78%, significa che il 78% del fatturato è reddito imponibile e il restante 22% rappresenta i costi presunti. Sul reddito imponibile così determinato si applicano poi l'imposta sostitutiva e i contributi previdenziali, come illustrato nella guida al calcolo delle tasse nel forfettario.
In sintesi: Reddito imponibile = Ricavi o compensi incassati × coefficiente di redditività. Da questo importo si calcolano poi i contributi INPS e l'imposta sostitutiva (5% o 15%).
Tabella dei coefficienti di redditività
La tabella seguente riporta i gruppi di codici ATECO e i relativi coefficienti previsti dalla normativa. Sono i valori di riferimento per il calcolo del reddito imponibile nel forfettario.
| Settore (codici ATECO) | Coefficiente di redditività |
|---|---|
| Industrie alimentari e bevande (10-11) | 40% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio (45, 46.2-46.9, 47.1-47.7, 47.9) | 40% |
| Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande (47.81) | 40% |
| Commercio ambulante di altri prodotti (47.82, 47.89) | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari (41, 42, 43, 68) | 86% |
| Intermediari del commercio (46.1) | 62% |
| Servizi di alloggio e ristorazione (55-56) | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64-66, 69-75, 85, 86-88) | 78% |
| Altre attività economiche | 67% |
Esempio numerico
Immaginiamo un consulente con codice ATECO che ricade nel gruppo delle attività professionali (coefficiente 78%). Nell'anno incassa compensi per 30.000 €.
- Compensi incassati: 30.000 €
- Coefficiente di redditività: 78%
- Reddito imponibile: 30.000 € × 78% = 23.400 €
I 23.400 € sono la base su cui calcolare i contributi previdenziali e l'imposta sostitutiva. Lo stesso fatturato, applicato a un'attività di commercio (coefficiente 40%), produrrebbe un reddito imponibile di soli 12.000 €: ecco perché il coefficiente, e quindi il codice ATECO, incide in modo decisivo sull'importo finale delle imposte. Per capire in quali casi questo regime resta vantaggioso, può essere utile leggere quando conviene il forfettario.
Più attività con coefficienti diversi
Se si svolgono più attività con codici ATECO appartenenti a gruppi diversi, il reddito imponibile va calcolato in modo distinto: a ciascun gruppo di ricavi si applica il coefficiente corrispondente, sommando poi i risultati. In questo modo ogni componente di fatturato contribuisce al reddito secondo la propria percentuale.
Aggiornamento: la nuova ATECO 2025
Dal 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, che aggiorna codici e descrizioni di numerose attività rispetto alla precedente ATECO 2007. La riclassificazione può comportare il passaggio di alcune attività a codici diversi, con possibili riflessi sull'individuazione del gruppo e del coefficiente applicabile.
Si tratta di un aggiornamento in evoluzione: le corrispondenze tra vecchi e nuovi codici e gli effetti pratici sul regime forfettario vanno verificati sulle fonti ufficiali e con un professionista, perché possono incidere direttamente sul calcolo del reddito imponibile.
Attenzione: l'individuazione del codice ATECO e del relativo coefficiente di redditività è una scelta delicata, soprattutto con la transizione alla classificazione ATECO 2025. Prima di aprire la partita IVA o di modificare il codice esistente, verifica sempre con il tuo commercialista il codice corretto per la tua attività: un errore può tradursi in imposte calcolate in modo sbagliato e in possibili sanzioni.
Conclusioni
Nel forfettario il codice ATECO è molto più di un'etichetta amministrativa: stabilisce il coefficiente di redditività e quindi la quota di fatturato tassata. Individuare il codice corretto, conoscere il coefficiente associato e tenere conto degli aggiornamenti della classificazione 2025 sono passaggi essenziali per una stima affidabile delle imposte. Per un quadro completo delle regole del regime, consulta la nostra guida al regime forfettario.
Domande frequenti
Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?
Un codice ATECO errato può comportare l'applicazione di un coefficiente di redditività non corretto e quindi un calcolo sbagliato delle imposte. In caso di controllo, l'Agenzia delle Entrate può riqualificare l'attività e rideterminare il reddito imponibile, con sanzioni. È fondamentale individuare il codice che rappresenta l'attività effettivamente svolta.
Posso avere più codici ATECO nel regime forfettario?
Sì. Si indica un codice ATECO prevalente e, se necessario, codici secondari per le altre attività. Ogni codice ha il proprio coefficiente di redditività: in presenza di attività con coefficienti diversi, il reddito imponibile va calcolato applicando a ciascun gruppo di ricavi il relativo coefficiente.
Il coefficiente di redditività è uguale per tutti i forfettari?
No. Il coefficiente dipende esclusivamente dal codice ATECO dell'attività e varia dal 40% all'86%. Non dipende dal reddito né dal fatturato: serve a determinare quale quota dei ricavi o compensi diventa reddito imponibile.
I costi sostenuti riducono il reddito imponibile?
No. Nel forfettario i costi reali non sono deducibili analiticamente: il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente di redditività forfettario ai ricavi/compensi. La quota di costi è già considerata in modo forfettario (per esempio, un coefficiente del 78% presume costi pari al 22%).
Dove trovo il mio codice ATECO se ho già la partita IVA?
Il codice ATECO è riportato nella visura camerale, nel certificato di attribuzione della partita IVA e nel cassetto fiscale dell'Agenzia delle Entrate. Puoi consultarlo anche online tramite i servizi telematici dell'Agenzia.
Avvertenza. I contenuti e i calcolatori di Partitando hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono la consulenza di un commercialista o di un professionista abilitato. I valori fiscali e contributivi cambiano ad ogni legge di bilancio: verifica sempre le aliquote vigenti sulle fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS). Ultimo aggiornamento dei dati: 20/06/2026.