Forfettario con dipendenti: limiti e cause di esclusione
Una delle domande più frequenti di chi gestisce un'attività in regime forfettario riguarda la possibilità di assumere personale: posso avere dipendenti o collaboratori senza perdere le agevolazioni? La risposta, dal 2020, è cambiata in modo sostanziale. Vediamo cosa dice oggi la normativa e quali sono i veri limiti da tenere d'occhio.
Il vecchio limite dei 5.000 € è stato abrogato
Fino al 2018-2019 la normativa prevedeva un requisito d'accesso preciso: per restare nel forfettario non si potevano sostenere spese per lavoro dipendente e lavoro accessorio superiori a 5.000 € lordi annui. Questo tetto, di fatto, scoraggiava le assunzioni e limitava la crescita delle piccole attività.
Con la Legge di bilancio 2020 (Legge 160/2019), che ha riscritto i requisiti del regime introdotto dalla Legge 190/2014, quel limite è stato abrogato. Da quel momento non esiste più alcun tetto di spesa per il personale come condizione d'accesso o di permanenza nel regime.
In sintesi: oggi puoi avere dipendenti, apprendisti, collaboratori e personale a chiamata nel regime forfettario senza che la spesa sostenuta per loro faccia automaticamente decadere il regime. Conta ciò che incassi (i ricavi), non quanto spendi per far lavorare la tua impresa.
Cosa NON fa perdere il forfettario
È utile fare chiarezza su alcuni timori molto diffusi ma infondati. Le seguenti situazioni, da sole, non comportano l'uscita dal regime agevolato:
- Assumere uno o più dipendenti, a tempo determinato o indeterminato, full time o part time;
- Avvalersi di collaboratori occasionali o con altre forme contrattuali lecite;
- Spendere cifre elevate per il personale: non esiste più il tetto dei 5.000 €;
- Aumentare l'organico per far crescere l'attività, purché si rispettino le soglie di ricavi.
In altre parole, il forfettario non è più un regime "per soli individui". Un artigiano con due dipendenti, un parrucchiere con apprendisti o un consulente con un collaboratore possono restare nel regime, a patto di non incappare in una delle vere cause di esclusione. Per capire meglio quando il regime resta vantaggioso, può essere utile leggere l'approfondimento su quando conviene il forfettario.
Le vere cause di esclusione dal forfettario
Ciò che fa effettivamente perdere il regime non riguarda i dipendenti, ma una serie di condizioni tassative previste dalla legge. Ecco quelle attualmente in vigore:
Superamento delle soglie di ricavi
Il regime prevede due livelli di guardia sui ricavi e compensi incassati nell'anno:
- Oltre 85.000 €: si esce dal regime a partire dall'anno successivo;
- Oltre 100.000 €: la fuoriuscita è immediata, già nell'anno in corso, con applicazione dell'IVA dalle operazioni successive al superamento.
Per i dettagli sul calcolo e sulla gestione del limite, è disponibile la guida dedicata alla soglia del forfettario.
Partecipazioni societarie
Non può accedere o permanere nel regime chi:
- possiede partecipazioni di controllo in S.r.l. che svolgono un'attività economica riconducibile a quella del forfettario;
- partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari.
Lavoro prevalente verso l'ex datore di lavoro
È escluso chi fattura in modo prevalente nei confronti del datore di lavoro (o di soggetti a esso collegati) con cui ha intrattenuto un rapporto di lavoro nei due anni precedenti. La norma serve a evitare i casi di "finta" partita IVA che mascherano un rapporto di lavoro dipendente.
Redditi da lavoro dipendente elevati
Chi ha percepito nell'anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 € non può accedere al regime (salvo cessazione del rapporto). Questo aspetto è centrale per chi affianca un lavoro dipendente a una partita IVA: per orientarsi nella scelta del regime è utile il confronto tra forfettario o ordinario.
Avere dipendenti: gli obblighi da datore di lavoro
Se la spesa per il personale non incide più sull'accesso al regime, è bene ricordare che assumere comporta comunque tutti gli obblighi di un datore di lavoro. Tra questi rientrano l'iscrizione previdenziale, il versamento dei contributi e la corretta gestione delle posizioni dei dipendenti.
Attenzione alle ritenute. Il forfettario, di regola, non è sostituto d'imposta sulle ritenute relative ai compensi corrisposti a professionisti. Per i dipendenti, però, la situazione è diversa e gli obblighi contributivi restano. La materia è delicata e ricca di eccezioni: prima di assumere, rivolgiti sempre a un consulente del lavoro e a un commercialista per impostare correttamente buste paga, contributi e adempimenti.
La gestione del personale aggiunge quindi complessità amministrativa, ma non è un ostacolo al mantenimento del regime. La scelta di crescere assumendo va valutata sul piano della convenienza economica complessiva, considerando il costo del lavoro e la marginalità dell'attività. Per un quadro generale delle regole, resta utile la panoramica sul regime forfettario.
Conclusioni
Il messaggio chiave è semplice: dal 2020 i dipendenti e i collaboratori non sono più un limite per il regime forfettario. Il vecchio tetto dei 5.000 € è solo un ricordo. Ciò che davvero conta sono le soglie di ricavi e le cause di esclusione legate a partecipazioni societarie, redditi da lavoro dipendente e rapporti con l'ex datore di lavoro. Conoscere bene queste regole permette di far crescere la propria attività senza brutte sorprese, sempre con il supporto di un professionista qualificato.
Domande frequenti
Posso assumere dipendenti restando nel regime forfettario?
Sì. Dal 2020 il vecchio limite di 5.000 € di spese per lavoro dipendente e accessorio non esiste più come requisito d'accesso. Oggi puoi avere dipendenti e collaboratori senza un tetto di spesa specifico che faccia perdere il regime.
Quanto posso spendere in dipendenti senza uscire dal forfettario?
Non esiste più un limite di spesa per il personale. La permanenza nel regime dipende dai ricavi (85.000 € / 100.000 €) e dalle cause di esclusione, non da quanto spendi per i collaboratori.
Il forfettario con dipendenti è sostituto d'imposta?
Per i compensi a professionisti il forfettario non opera ritenute. Per i dipendenti, invece, restano gli obblighi contributivi e di datore di lavoro: la materia è complessa e va affrontata con un consulente del lavoro.
Avere un collaboratore mi fa perdere il regime agevolato?
No. Un collaboratore o un dipendente di per sé non è una causa di esclusione. Lo diventa solo se rientri in una delle ipotesi previste dalla legge, come le partecipazioni societarie o il superamento delle soglie di ricavi.
Avvertenza. I contenuti e i calcolatori di Partitando hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono la consulenza di un commercialista o di un professionista abilitato. I valori fiscali e contributivi cambiano ad ogni legge di bilancio: verifica sempre le aliquote vigenti sulle fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS). Ultimo aggiornamento dei dati: 20/06/2026.